Progetto educativo

Educare è un compito e un gesto che necessitano di molte solidarietà,di ampi confronti, di pluralità di luoghi, di scelte socializzate, di tanti interlocutori e soprattutto di tante competenze”.  Sergio Spaggiari                                                                   Il nostro obiettivo è quello di dare vita ad un processo pedagogico basato sulla scoperta e valorizzazione delle potenzialità ed attitudini di ogni singolo bambino. In questa visione l’educatrice svolge un lavoro di regia e di osservazione del gruppo adattando le attività proposte alle esigenze e curiosità che di volta in  volta il gruppo stesso  le solleverà. A supporto di tale modalità la programmazione annuale segue ogni anno un filo conduttore diverso in cui i laboratori proposti con la partecipazione di collaboratori esterni consolidano le esperienze che quotidianamente vengono acquisite . Anche quest’anno il Nido si avvale della collaborazione dell’ AIGAM per il laboratorio ” Musicainfasce “ ( metodo Gordon) . Una volta a settimana viene svolto il laboratorio EASY ENGLISH  ” LET’S SING AND PLAY “  in lingua inglese con l’insegnante Diana Alliata  abilitata all’insegnamento della lingua presso l’ Università di Cambridge . Il laboratorio di psicomotricità STRAMOVIMENTIAMOCI  è a cura di  Anna Ranati  e  si svolge con cadenza settimanale Dalla primavera organizziamo gite all’aria aperta in luoghi sempre diversi.

Progetto accoglienza

L’ingresso al Nido è un momento delicato nella vita di un bambino e della sua famiglia. Il nostro lavoro consiste nel sostenere in questa avventura sia i piccoli che i genitori. Per un buon inserimento è fondamentale che ci sia una sintonia fra le educatrici ed le famiglie nel rispetto dei tempi e dei ritmi del bambino. A questo scopo vogliamo dare qualche piccolo suggerimento: – Incoraggiare il piccolo ad affrontare positivamente la nuova esperienza, contenendo la propria ansia, – Essere consapevoli che potrebbero presentarsi piccole crisi e prepararsi ad affrontarle, – Anteporre la serenità del bambino ai propri impegni, – Affidarsi all’esperienza delle educatrici e collaborare con loro. “Il cervello del bambino è come una scacchiera. All’inizio qualunque partita è teoricamente possibile, qualunque mossa brillante è ipotizzabile. Poi, quando si cominciano a muovere i pezzi, le combinazioni iniziali via via diminuiscono e il gioco prende a strutturarsi in un certo modo. Se le mosse iniziali sono appropriate e l’impianto del gioco è ben sviluppato, la partita è ben avviata”. Piero Angela